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Paragrafo 7 . I filosofi e i sovrani: il dispotismo illuminato.

     
Le  idee politiche, religiose ed economiche elaborate e diffuse  dagli
illuministi  non  restarono racchiuse in ambito intellettuale,  n  si
limitarono  a circolare nell'opinione pubblica, ma trovarono  parziale
accoglienza da parte di alcuni sovrani, fautori di un tipo di  governo
che gi dai contemporanei fu definito "dispotismo illuminato".
     
     p 79 .
     
     Coloro  che meglio recepirono il credo illuminista e provarono  a
concretizzarlo in campo politico, economico e sociale furono  Federico
secondo di Prussia, Caterina secondo di Russia, Maria Teresa d'Austria
e suo figlio Giuseppe secondo. Questi quattro monarchi, al di l delle
pi o meno sincere adesioni all'Illuminismo, intuirono che le veementi
posizioni  anticuriali ed antinobiliari dei nuovi  filosofi  sarebbero
servite  loro  per  completare  l'opera  di  costruzione  dello  stato
assoluto.  Infatti, l'ammodernamento dello stato e dei suoi  apparati,
da  essi  promosso  attraverso  la riorganizzazione  amministrativa  e
finanziaria,   il  potenziamento  militare  e  la  ridefinizione   dei
privilegi  della  nobilt  e del clero, era del  tutto  funzionale  al
consolidamento del potere monarchico.
     Federico  secondo  di Prussia (1740-1786), un  principe  che  per
tutta  la  giovinezza,  contrariamente  alla  volont  del  padre,  il
cosiddetto  Re  Sergente,  si era dedicato alla  letteratura  ed  alla
filosofia,  ader con entusiasmo agli ideali illuministici,  divenendo
anche amico di Voltaire, insieme al quale scrisse un libello politico,
L'Antimachiavelli.  Dopo essere asceso al trono, il  re  prussiano  si
preoccup  immediatamente  di espandere il proprio  stato,  scatenando
conflitti  con  l'Austria e con le altre potenze, ed  annettendosi  la
regione  della  Slesia (vedi capitolo Due, paragrafo 5).  In  politica
interna   elimin  ogni  residuo  particolarismo  feudale,  avvi   la
codificazione  del  diritto  prussiano  ed  impiant  una   ramificata
burocrazia  professionale. Intanto, mentre apriva le universit  e  le
accademie  all'influenza dell'illuminismo francese,  Federico  secondo
introdusse,  primo sovrano europeo, la scuola elementare  obbligatoria
(1763).
     Caterina   secondo   di  Russia  (1762-1796),   una   principessa
germanica   andata   sposa  allo  zar  Pietro  terzo,   ammirava   gli
enciclopedisti,  con  i  quali  corrispondeva,  ed  era  cos   amante
dell'arte  e  della  cultura,  da far costruire  appositamente  a  San
Pietroburgo  il  palazzo  dell'Ermitage  (oggi  celebre  museo),   per
raccogliervi opere d'arte. Dopo la morte del marito, Caterina var una
politica  volta  a  rafforzare  i  poteri  dello  stato  russo   e   a
ridimensionare il potere feudale. Una iniziativa di stampo chiaramente
illuminista  fu la convocazione, nel 1767, di una commissione  formata
da  esponenti  della nobilt, della borghesia e dei contadini  liberi,
che  avrebbe dovuto elaborare un codice giuridico ispirato ai principi
di uguaglianza e di tolleranza concepiti da Montesquieu e da Beccaria.
Ma  la commissione si sciolse con un nulla di fatto; anzi, in seguito,
i  privilegi  degli  aristocratici andarono ancor pi  estendendosi  a
danno degli altri ceti e soprattutto dei servi della gleba.
     In  politica estera, grazie alle iniziative dell'imperatrice,  la
potenza  della Russia si accrebbe notevolmente: ai turchi  fu  infatti
strappata  la  Crimea, mentre la Polonia, che cess di  esistere  come
stato  autonomo,  venne spartita fra Russia e Prussia  (vedi  capitolo
Due, paragrafo 4).
     Maria  Teresa (1740-1780) e il figlio Giuseppe secondo  d'Austria
(1780-1790), associato al trono dal 1765, tradussero in modo  ampio  e
coerente i propositi ideali in concreti provvedimenti politici, grazie
anche  alla  collaborazione di abili funzionari, come  il  cancelliere
Wenzel  Anton  von  Kaunitz. Maria Teresa var importanti  riforme  in
campo  amministrativo  e  scolastico, avviando  l'istruzione  primaria
obbligatoria  e  ponendo  le  basi  di  una  secolare  tradizione   di
efficienza  degli  apparati  burocratici.  Giuseppe  secondo  prosegu
l'attivit   riformatrice   della   madre,   introducendo   importanti
innovazioni  in campo giuridico e sociale, come un codice  penale  che
sottraeva  la  pena  all'arbitrio dei  giudici  e  l'abolizione  della
servit della gleba in Austria e in Boemia. Egli adott
     
     p 80 .
     
     inoltre  una  politica ecclesiastica, nota come  "giuseppinismo",
volta ad affermare l'autorit dello stato sul clero nazionale: vennero
soppressi  numerosi  conventi  e  ordini  religiosi  contemplativi  ed
incamerati  i  loro  beni, furono istituiti seminari  statali  per  la
formazione   dei  sacerdoti,  protestanti  e  greco-ortodossi   furono
lasciati  liberi  di praticare i loro culti e vennero eliminate  quasi
tutte le discriminazioni nei confronti degli ebrei.
     Mentre  l'Inghilterra  e  l'Olanda  avevano  imboccato  itinerari
politici diversi - rispettivamente quelli della monarchia parlamentare
e dell'aristocrazia mercantile -, la monarchia francese, che aveva per
prima  intrapreso la strada dell'assolutismo, non riusc  a  sradicare
fino  in  fondo  i  privilegi nobiliari ed ecclesiastici;  le  riforme
tentate in tal senso da ministri avveduti come Turgot andarono  eluse.
In  Francia  si prospettava cos una reazione fortemente  negativa  da
parte  del  terzo  stato  (mercanti, artigiani, intellettuali,  liberi
professionisti,  lavoranti e contadini), il ceto maggiormente  vessato
dalle tasse ed escluso dal potere politico.
     Spagna  e  Portogallo  attuarono solo limitate  riforme  ispirate
dall'Illuminismo,  soprattutto per opera  di  Carlo  terzo,  prima  in
qualit  di  re  di Napoli, poi come sovrano di Spagna,  e  del  primo
ministro portoghese Plombal.
